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Le basi dell’MRP e dell’ATP

In qualsiasi sistema gestionale esistono due funzioni basilari per la supply chain, essenziali per produzione e logistica:

Master Resource Planning : la pianificazione dell’approvvigionamento delle risorse necessarie alla produrre e allo stock per le vendite, MRP

Available To Promise: la pianificazione della disponibilità delle merci rispetto le quantità gia impegnate in uscita e vendita.

Mentre l’MRP è una funzione di calcolo in INPUT e riguarda principalmente la parte iniziale dei processi aziendali logistici e produttivi che si occupa degli acquisti delle materie prime, della produzione dei semilavorati e delle lavorazioni esterne necessarie a produrre la merce che poi andremo a vendere, l’ATP è una funzione di calcolo in OUTPUT, cioè riguarda principalmente la parte finale di calcolo delle quantità disponibili alla vendita delle nostre merci per i clienti o i consumatori interni.

SAP per quanto riguarda l’MRP reperisce dall’anagrafica articolo le impostazioni sul tipo di approvvigionamento, per primo guarda se questo è interno o esterno: se è esterno guarda il periodo di approvvigionamento, la quantità dello stock di riordino, le impostazioni del lotto e del suo arrotondamento, guarda se esiste un fornitore abituale o lo determina tramite la lista sorgente.

Se SAP riesce a determinare il fornitore, legge le impostazioni del record info acquisti che lega in modo piu specifico il materiale al fornitore ed al prezzo concordato: a questo punto può calcolare con il tipo di funzione selezionata (deterministica, basate sui volumi, euristica, ne esistono molte) le quantità generando le richieste di acquisto. Queste possono essere rilasciate anche in modo automatico creando veri e propri ordini di acquisto che possono essere trasmessi telematicamente al fornitore: se SAP non è riuscito a determinare il fornitore lascerà all’utente la richiesta di acquisto pronta da elaborare inserendo i dettagli di fornitore, prezzi, destinazioni e modalità secondo accordi.

Nel caso di approvvigionamento interno SAP puo generare la richiesta di trasferimento del materiale dal plant produttivo: in quest’ultimo caso SAP deve effettuare la pianificazione della produzione dove va a esplodere le liste dei componenti necessari, se non disponibili dovrà rieseguire l’MRP sulle componenti, e controllare le versioni di produzione del materiale per calcolare la linea di schedulazione delle date degli ordini di produzione in base alle capacità disponibili sulle risorse.

L’ATP invece controlla lo stock disponibile, cioè le quantità già impegnate per la vendita o per altri scopi e le quantità di cui potete ancora disporre, non ancora promesse a nessuno come sta a significare l’abbreviazione anglosassone. Pensate al vostro stock in magazzino, se avete già degli ordini cliente che state processando o spedendo quanto stock ancora disponibile alla vendita vi rimane ? Questa è la quantità disponibile che ad esempio possiamo promettere su ordine di vendita al cliente, al netto delle quantità gia impegnate: capite che in questo caso il sistema gestionale deve memorizzare ogni singolo impegno di vendita del materiale e calcolare ad ogni nuovo impegno se questo può essere soddisfatto o meno.

Fin qui nulla di complicato se non fosse per il fatto che la disponibilità deve essere calcolata anche per materiali che non vanno solo in vendita ma su cui si basano altri prodotti magari in modo personalizzato o combinato: pensate al singolo articolo che potete vendere sfuso direttamente o su cui andate a creare dei kit assieme ad altri articoli. Questi articoli diverranno dei componenti dell’articolo assemblato e su questi componenti avrete sia impegni da ordini di vendita che impegni da ordini di produzione di assemblati.

In questi casi MRP e ATP si incrociano e lavorano a stretto contatto in INPUT e OUTPUT sullo stock magazzino: MRP determina quante sono le quantità del componente necessarie alla produzione dell’assemblato e quindi le quantità da approvvigionare ma è ATP che decide in base alle vostre regole a chi assegnare lo stock del componente.

ATP infatti deve memorizzare ogni impegno su ordine di vendita sia di assemblato che di prodotto sfuso, nel caso della produzione dell’assemblato prenderà come riferimento gli impegni delle esplosioni BOM sui componenti generate dall’MRP. ATP sommerà le quantità controllando che la quantità totale degli ordini di vendita, sia di componenti per assemblati che di componenti singoli, non arrivi alla quantità totale in stock del componente: nel caso la quantità totale a stock disponibile venga superata non permetterà piu di allocare ordini di vendita. Naturalmente nel frattempo MRP controllerà le quantità in stock e nel caso sia impostata con calcolo basato sul volume di consumo ( ad es. V1 o V2 ) terrà conto dei volumi in vendita ed in produzione e aumenterà il lotto di riordino in approvvigionamento di conseguenza.

In questo articolo ho spiegato in modo abbastanza sintetico le due colonne portanti di ogni gestionale ma ricordate che la bontà del comportamento del sistema dipenderà poi dai dati e dalle configurazioni che sceglierete di adottare: queste devono essere “cucite” sul processo di business per come deve funzionare nella realtà, scomponete i processi e pensando alle best practices capite quale è il migliore scenario da utilizzare, concordatelo con il cliente, poi da li sceglierete la miglior configurazione validata dai test effettivi, poi dati accurati per farlo funzionare al meglio.

SAP mette a disposizione una infinità di scenari e relative configurazioni per tenere conto di ogni particolarità, nei prossimi articoli ne parleremo in modo piu specifico assieme ad alcune particolarità di MRP e ATP, buon SAP a tutti!

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SAP, consigli utili per l’implementazione

In quest’articolo raccoglierò alcuni consigli utili alle aziende e relativi reparti IT che si approcciano per la prima volta all’implementazione del gestionale SAP: sono semplici linee guida raccolte durante un’esperienza ventennale in questo campo che possono essere utili per restare nei costi, nei tempi ed avere un’installazione di successo.

Partiamo dal concetto che SAP è il software gestionale aziendale integrato per eccellenza, la Ferrari dei gestionali, come tale offre una moltitudine di moduli che coprono la maggior parte dei processi aziendali sia verticali che orizzontali, il software è pensato per essere configurato per qualsiasi esigenza secondo le buone pratiche di business.

La prima scelta da fare è il tipo di software SAP che andremo ad usare, dovremo capire in base alle dimensioni dell’azienda e al numero di utenti totali se orientarci su un prodotto come SAP Business One o SAP S4.

Il primo è consigliato per aziende sino a 100 utenti, naturalmente non offre tutte le funzionalità di S4 ma copre le necessità principali di una piccola media impresa, è estremamente configurabile e il costo degli sviluppi o dei pacchetti aggiuntivi è piu contenuto.

Il secondo è il discendente della famosa suite SAP ERP, una suite enterprise che ha una vastità di pacchetti per ogni tipo di settore e processo: l’uso è rivolto alle medie e grandi aziende fino alle multinazionali. Si tratta di un software impegnativo che per la sua complessità prevede dei costi più alti sia di sviluppo che di gestione.

S4 puo essere installato inizialmente nei pacchetti core e poi espanso a seconda delle necessità, al contempo Sap Business One comprende già nella sua installazione base la maggior parte delle funzionalità di una piccola o media impresa: queste sono valutazioni che dovrete fare in base alla vostra strategia aziendale ed al budget che prevedete facendovi mostrare una demo dei due prodotti ipotizzando una configurazione vicina ai vostri processi core.

Una volta scelto il tipo di prodotto dovrete effettuare una mappatura dettagliata dei vostri processi aziendali per capire come configurare il prodotto e come strutturare al meglio i vostri processi e poi dovrete identificare i gap, cioè le parti che non sono previste nella soluzione e capire come implementarle.

Vi consiglio di coprire sempre i processi nevralgici della vostra attività – il cosiddetto core business – adattando accuratamente la configurazione, la forza di SAP è il codice e la sua stabilità che incorpora già le “best practices” di processo quindi analizzate le infinite possibilità di configurazione prima di cambiare un processo e mettere mano al codice: fatevi mostrare i benefici e cercate di capirne il funzionamento, il perchè le best practices di settore seguono una certa logica, se nel codice SAP il processo informatico è gestito in un certo modo probabilmente quello è il modo migliore di gestirlo a parte casi eccezionali.

Il cambiamento non è mai semplice da affrontare, specie in progetti dove si è passati a SAP da gestionali custom precedenti: gli utenti preferiscono il loro modo di lavorare consolidato negli anni, sono generalmente avversi a cambiamenti nelle modalità operative perchè risultano ostiche finchè non se ne è capito bene il funzionamento. Cercate di fare entrare gli utenti fino in fondo alle logiche applicative, agli oggetti ed ai processi SAP cosi che per loro sia chiaro sia il flusso funzionale che l’integrazione: fate capire bene la parte di ingegneria gestionale che è incorporata al suo interno cosi che queste venga capita e abbracciata da tutti, gli utenti sono la parte piu importante del processo informatico aziendale!

La migliore strategia con SAP dal lato prettamente IT è quindi un giusto bilanciamento fra sviluppo e configurazione, mantenere quanto piu possibile la soluzione vicino allo standard, lavorare con la configurazione vi permetterà di avere dei costi bassi sia nell’implementazione che nel passaggio alle nuove release, vi garantirà un ottimo funzionamento su milioni di righe di codice testati da anni, insomma vi permetterà di concentrarvi dal lato IT sul vostro business e non sull’analisi, sviluppo ed ottimizzazione del software custom.

Sviluppate solamente la piccola percentuale di processi e funzioni che non sono coperte dalla soluzione, ricordatevi che un reparto IT non è una software house quindi valutate se già esistono add-on gia pronti che soddisfano i vostri requisiti, cercate di usare le Business API standard e di integrare gli sviluppi nella logica applicativa con il resto dei processi.

Passare a SAP significa abbracciare questa filosofia, ogni nuova release inglobera i miglioramenti di ingegneria gestionale del vostro business senza che dobbiate voi implementarli.

Buon SAP a tutti 😉

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SAP EWM embedded in S/4HANA

In questo articolo parleremo della soluzione SAP Extended Warehouse Management integrata nel pacchetto ECC SCM, chiamata normalmente EWM “embedded”, vedremo cosa offre ed i processi di magazzino principali.

Rispetto alle classiche soluzioni storiche gia comprese nell’ERP, EWM permette un livello di dettaglio, controllabilità, tracciabilità e soprattutto automatizzazione dei processi non disponibile nelle altre soluzioni embedded SAP, si tratta dell’ultima generazione della gestione magazzino SAP.

EWM è nato come soluzione stand-alone decentrata ma la versione embedded non necessita del trasferimento di dati anagrafici tramite Core Interface (CIF) perché comunque si appoggia alle tabelle anagrafiche centrali dell’ERP – MARA, MARC e MARD – ed il loro uso è esteso direttamente all’anagrafica prodotto di magazzino, cioè alla tabelle specifiche di EWM ( in EWM il materiale si chiama prodotto).

Le transazioni sono le classiche /SCWM/XXXX del sistema EWM stand-alone, si possono utilizzare le app Fiori, l’interfaccia Webgui o SAPGUI su computer e tablet e la RF UI sui terminali radiofrequenza con le funzioni specifiche del Radio Frequency Framework per scarico dei camion e stoccaggio tramite scanner e codici a barre (EAN 128). Tramite le interfacce web si possono effettuare tutte le operazioni di magazzino.

In Embedded EWM si è cercato di mantenere lo scambio dei dati piu snello rispetto al sistemi stand-alone, non viene più generata una notifica di consegna e la replica della consegna avviene automaticamente tramite l’interfaccia qRFC (chiamata di funzione remota coda), queste si possono monitorare con le specifice transazioni SMQ1-2: ogni scambio con ERP è governato da un documento in ingresso, uscita o regola di modifica.

Il processo di entrata merci inizia con la consegna in inbound, la fornitura: possiamo mantenere la fornitura dal Monitor Magazzino (/SCWM/MON) contrassegnando la riga del documento e selezionando in sequenza i pulsanti [Scarica + Salva], [Entrata merci + Salva], [Crea attività di magazzino] e [Conferma attività di magazzino]. Le merci a questo punto sono ora nell’area di ricevimento, se è pianificata la qualità, verrà creato automaticamente un lotto di ispezione in background e sarà possibile utilizzare la transazione QA32 (se QIE è integrato con l’ispezione esterna) per inserire i risultati dell’ispezione e prendere una decisione sull’utilizzo. Ciò modifica il tipo di stock, da qualità a stock libero o bloccato.

Dopo aver inserito il tipo di processo di magazzino che si vuole eseguire si procede alla successiva collocazione e stoccaggio: sempre dal Warehouse Monitor possiamo fare clic sul pulsante [Crea + Salva] selezionando le righe del materiale e le merci verranno inserite secondo e logiche configurate in ordini di magazzino e relative task per le attività di stoccaggio finale. L’archiviazione fisica dovrà essere confermata nei vari passaggi, anche dal Monitor confermando le selezioni dei singoli ordini in attività di magazzino.

Per il processo di uscita merci, la consegna puo essere creata a partire da un ordine di vendita, (è possibile comunque creare consegne senza riferimento d’ordine) con le consuete transazioni VL*: una volta distribuita la consegna questa può essere gestita in EWM.

Possiamo guidare il processo di consegna in uscita EWM sempre attraverso Warehouse Monitor, da qui possono essere creati gli ordini di magazzino e le attività di magazzino. Ciò include il prelievo e l’imballaggio negli appositi centri di lavoro : da qui poi gli operatori potranno creare le unità di gestione, le HU, che saranno caricate nelle unità di trasporto (camion, rimorchi, ecc.) e procede nell’uscita merci.

Nei processi interni infatti è possibile mappare varie fasi del processo utilizzando i centri lavoro: lo scarico, il controllo qualità, il conteggio e il deconsolidamento, il kitting, i servizi logistici a valore aggiunto, il packing, packing e attività di uscita merce.

Il reso fornitore deve seguire l’esito del controllo qualità negativo o trasferimento stock di reso tramite ordine di reso. Il reso del cliente può passare dal controllo qualità alla rilavorazione. I resi sono attività quotidiane comuni nella vendita al dettaglio motivo per cui i processo resi è di solito compreso fra i processi principali. L’inizio del reso cliente è un ordine di reso, che deve essere completato con il credito.

L’inventario deve essere effettuato almeno una volta all’anno al fine di compensare le deviazioni fra stock fisico rispetto allo stock di sistema, si deve effettuare ogni volta che si riscontra un disallineamento visto che porta a notevoli sprechi di tempo. Si può distinguere tra l’inventario relativo all’ubicazione di stoccaggio (raccolta di tutti i prodotti o HU per il documento di inventario dell’ubicazione di stoccaggio) e l’inventario relativo al prodotto (documento di inventario per un prodotto specifico che viene conteggiato tra differenti luoghi di stoccaggio).

L’esecuzione dell’inventario fisico inizia da “Crea inventario” per generare un documento di inventario, questo deve essere attivato per procedere al “Conteggio inventario” e la registrazione dei risultati del conteggio per poi procedere con “Analizza differenze”: se è necessario si registrano le differenze inventariali che creano differenza contabile di magazzino.

Il cockpit o Monitor Magazzino (/SCWM/MON) è una app potente che ci offre una panoramica di tutto il magazzino, ingressi, uscite, inventario, documenti posizioni di stoccaggio, risorse, prodotti, avvisi, disponibilità delle scorte: da qui possiamo avere l’indicazione di come funziona il magazzino, il grado di riempimento, le attività di magazzino aperte, ecc.

Nel “layout grafico del magazzino” possiamo rappresentare il magazzino compreso l’inventario, le posizioni di stoccaggio, le risorse, ecc. come grafico bidimensionale. Questo è molto utile se si è configurato il magazzino tramite la configurazione di layout del magazzino: questo tipo di configurazione permette infatti di ottimizzare le operazioni basandoci sul layout fisico delle ubicazioni e delle attività.

Possiamo comunque configurare il magazzino per processo se ci interessa il flusso di attività sui materiali fra le varie aree di lavoro: questo permette di configurare scenari complessi come il deconsolidamento (identificazione e imballaggio merci all’ingresso), l’imballaggio delle merci in uscita, la gestione del packaging multi materiale, l’aggregazione di unità di magazzino e di unità di trasporto, gestione delle risorse puntuale degli operatori e delle singole task di attività di magazzino.

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IOT open source per uso industriale

Come abbiamo visto in altri articoli, per fare della nostra fabbrica una fabbrica interconnessa che punti al paradigma di Industria 4.0 dobbiamo per prima cosa mettere a disposizione sulla nostra rete i dati dei processi.

Ma che fare quando non abbiamo i dati di processo e dobbiamo quindi inserire nuovi sensori? Pensate alla conta dei pezzi buoni piuttosto che altri controlli qualitativi….Oppure che fare quando vogliamo monitorare e gestire processi con l’aiuto di intelligenza artificiale nel cloud ma abbiamo bisogno dei dati di input? Pensate alla manutenzione predittiva o ai controlli prodotto tramite algoritmi specializzati piuttosto che alla logistica controllata da remoto…

Quando ci servono dati semplici potremo sfruttare il PLC gi? a bordo della linea o della macchina, magari gi? integrato sulla nostra rete e piattaforma di automazione, nulla di pi? facile ed economico… Ma che fare quando non abbiamo un PLC interconnesso che pu? catturare il dato ed abbiamo allo stesso tempo bisogno di funzionalit? leggermente pi? avanzate che difficilmente sono disponibili su PLC oppure logiche che comunque necessitano di linguaggi di alto livello per essere implementate?

Come sempre non c’? una risposta valida per tutto, bisogner? vedere di volta in volta in base ai nostri bisogni, ma dobbiamo tenere conto di un nuovo settore in forte espansione, il settore delle schede Arm e della sua regina incontrastata, Raspberry Pi.

Nata per rendere disponibile un mini computer economico a sviluppatori e makers con lo scopo di diffondere la programmazione in tutte le fasce d’et? ( Pi sta per Python), da qualche anno sono esplose anche nel settore IOT industriale, prima usate solamente come punto di accesso ai dati e come gateway verso i server, ora si sono evolute in veri e propri computer industriali con moltissimi add-on di svariati produttori (provate a cercare con google per vederne la vastit?).

Naturalmente vanno fatte importanti considerazioni, non potete confrontare un PLC studiato per applicazioni industriali con una scheda Arm come Raspberry Pi:

  • in primis per una questione di costi le single board computer non possono avere l’affidabilit? di un PLC, la loro qualit? costruttiva ? ben lontana da un PLC delle marche piu blasonate.
  • i tempi di esecuzione di un PLC sono quasi irraggiungibili da parte di una SBC anche se esistono diversi kernel real-time per questo, ma senza mai avere l’affidabilit? di esecuzione di un PLC.
  • soprattutto dovrete valutarne bene la resistenza in ambito industriale, le sbc Arm non sono resistenti alle condizioni di lavoro industriali come lo sono i PLC.
  • altro fattore importantissimo ? la rapidit? di evoluzione di queste piattaforme e quindi la loro rapida obsolescenza, importante per la reperibilit? dei ricambi
  • la mancanza di un adeguato supporto sia dal lato hardware che software potrebbe essere un problema nella fase di sviluppo e poi in manutenzione.

Non possiamo usare quindi le SBC Arm alla stregua di un PLC per controllo processo avanzato o applicazioni critiche ma possono essere di molto aiuto in ambito IOT:

  • per sopperire alla mancanza di sensori sui nostri processi offrendo tipologie di sensori praticamente infinite,
  • offrendo capacit? audio e video, sicuramente come encoder e gateway verso i server ma anche come unit? di processing seppur limitato (openCV, openCL, Tesseract,ecc..)
  • offrendo un solido aiuto dove abbiamo bisogno di integrazione con protocolli ed input/output di ogni tipo
  • offrendo un tipo di programmazione open source alla portata di tutti, con capacit? logiche avanzate e con curve di apprendimento e resa sul campo rapide,
  • essendo economiche possono essere una ottima scelta per la prototipizzazione o fornire una buona soluzione se possiamo usarle in ambienti controllati e in scenari non critici

Le schede Arm vengono quindi in aiuto in casi specifici al di fuori delle semplici automazioni di processo e tutte le caratteristiche sopra le rendono una miscela vincente in molti casi, siete pronti a dare libero sfogo alla vostra creativit??

Io per ora posso solo dirvi che le ho trovate utili in diversi applicazioni industriali, la meglio riuscita ? forse una soluzione basata su Raspberry Pi per il controllo di prodotti ma anche una economica soluzione distribuita per il controllo presenze e accessi.. .Maggiori particolari delle implementazione nei prossimi articoli.

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SAP MII e SAP PI negli scenari di integrazione di fabbrica

In questo articolo facciamo una panoramica dei middleware di integratione SAP negli scenari di fabbrica. Lavorando su sistemi SAP avrete sicuramente sentito parlare di SAP XI o Exchange Infrastructure, SAP PI o Process Integration e dell’ultimo nato, SAP MII o Manufaturing Integration and Intelligence. L’utilizzo di questi strumenti dipende dallo scenario e dall’obiettivo che che si vuole ottenere: da un livello molto elevato tutti sembrano supportare scenari di integrazione simili ma nella realt? sono progettati tenendo conto di casi d’uso specifici.  

SAP XI ? la piattaforma tecnologica di information integration nello stack Netweaver server sin dalla versione 2, ? alla base della Service Oriented Architecture dalla versione 7 e SAP PI si puo definire la sua evoluzione funzionale che comprende anche un motore Java dedicato oltre altri componenti.  

SAP Exchange Infrastructure

Quando parliamo di XI o PI stiamo parlando praticamente della stessa cosa, uno visto dal lato tecnologico e sempre presente come integration server nella piattaforma Netweaver mentre l’altro che incorpora componenti piu sofisticate (system landscape directory, integration? repository e integration directory) si estende sul piano funzionale per organizzare al meglio l’integrazione dei sistemi SAP e non SAP nell’intero processo aziendale. ?SAP PI ? un framework di comunicazione?solido ed affidabile basato su elaborazione Java, protocollo HTTP/HTTPS e file XML, un sistema basato su standard aperti e linguaggio XML capace di raggiungere? qualsiasi altro sistema nelle fabbriche tramite gli end point di comunicazione ( i cosiddetti adapter come XLink).? ?

SAP PI ad esempio ? usato nelle grandi industrie che necessitano dell’integrazione di svariati sistemi specializzati o verticali rispetto al business estendendosi sino ai sistemi dei clienti e dei fornitori oltre che su diversi siti produttivi o logistici con i loro particolari sistemi eterogenei (la cosiddetta Process Orchestration).   Si tratta quindi di uno strumento di integrazione dedicato alla comunicazione che non supporta direttamente l’interazione utente e che quindi non pu? essere usato in fabbrica per integrare le persone con i processi o fare analisi e reportistica.

A questo scopo ? stato creato SAP MII, per l’integrazione delle applicazioni di fabbrica in un ambiente decentralizzato sincrono/asincrono che oltre alla messaggistica comprende interfacce utente capaci di usare le funzioni dell’ERP decentrate e pu? integrarle ai dati presenti nella messaggistica in modo complementare ai dati provenienti dai sistemi locali.  SAP PI funzioner? dal lato ERP come istanza centrale della process integration mentre SAP MII come istanza distribuita nella fabbrica.

SAP MII pu? funzionare come client PI o come client ERP diretto , pu? scambiare i dati con i sistemi produttivi e con le interfacce utente bufferizzandoli in code dati locali per resistere a interruzioni della rete, outage dell’ERP o vincoli di larghezza di banda: lavorando in MII infatti non noterete mai rallentamenti o inefficienze per le transazioni di sua competenza.

SAP MII

SAP MII ? quindi un prodotto mirato alle fabbriche e alle esigenze decentrate:

1. fornisce un’interfaccia comune per tutte le operazioni e interfacce agnostiche rispetto ai sistemi sottostanti,

2. pu? supportare scenari di sopravvivenza – business continuity – in cui ? richiesta solo l’interazione con i sistemi di fabbrica e l’immissione dei dati locali.

SAP PI invece si concentra sulle esigenze dei dati globali e sull’integrazione di un pi? ampio spettro di sistemi nell’intero processo aziendale: SAP ERP pu? trasmettere messaggi a PI che a sua volta pu? fornire routing e messaggistica ad altri sistemi oltre che istanze MII remote, questo anche in modo asincrono utilizzando un endpoint HTTP in PI e  Messaging Services su MII.  

Quando usare SAP PI ?

Per tutta la messaggistica aziendale verso sistemi decentrati SAP e non SAP, come spina dorsale dell’architettura orientata ai servizi dell’azienda – SOA – con il beneficio di avere una configurazione centralizzata, completa tracciabilit?, monitoraggio e manutenzione dei messaggi dai siti e oltre che avere un repository dei servizi aziendali e un flusso completo di molteplici standard aperti per l’orchestrazione dei processi, strumenti BPM, comunicazione asincrona.  

Quando usare SAP MII?

Quando abbiamo bisogno in un nostro sito di un ambiente di integrazione per sistemi eterogenei che quindi possa anche essere interattivo, che possa essere composto con i dati inseriti da interfacce utente e sia capace di dialogare con gli impianti cosi da sviluppare applicazioni composite per la produzione e la logistica capaci di interagire con l’ERP  in real time e in store & forward quando la connessione ? inattiva. Si tratta di un sistema che offre connettivit? verso il basso ai sistemi di produzione e logistica e verso l’alto al gestionale aziendale, che ha strumenti di facile utilizzo per acquisire i dati dal campo e dai pi? popolari modelli di messaggistica aziendale, che ? ricco di capacit? analitiche con strumenti di aggregazione e trasformazione dei dati, il suo ambiente di composizione consente di costruire interfacce utente praticamente senza scrivere codice e capaci di dialogare verso i sistema di fabbrica in modo snello e graficamente uniforme. 

 

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Connected factory

In questo articolo faremo una sintesi di alto livello delle azioni necessarie per raggiungere l’obiettivo dell’integrazione nelle fabbriche: parole come “connected factory”,”smart factory” o “smart manufacturing” fanno tutte riferimento all’obiettivo della fabbrica digitalmente interconnessa dove i dati delle macchine e gli impianti di produzione e di logistica sono integrati fra loro e con i processi aziendali dell’ERP.

Come base di partenza per avere processi completamente integrati dovremo sviluppare per prima cosa l’infrastruttura di rete, dal nostro data center verso le nostre linee di produzione e le macchine che compongono la linea o i sistemi di supervisione.

Abbiamo gia trattato in altri articoli come e dove dare le priorit?, valutando il ritorno economico, il budget a nostra disposizione e l’impatto che avremo sui fermi dei processi, .

Per essere interconnesse, il PLC della macchina o il sistema SCADA dovranno avere un secondo punto rete con cui comunicare verso i server di integrazione e la nostra rete aziendale: quello della scheda di rete o router di integrazione e relativa messa in opera ? il primo costo che dovremo affrontare.

Per un fattore di sicurezza informatica diamo per scontato che l’interconnesisone sia fisica con cavo di rete e che la nuova scheda di rete o device usato sulla macchina/impianto non abbia il routing abilitato al suo interno: questo nuovo punto rete infatti dovr? segregare le comunicazioni verso il nostro data-center dalle comunicazioni interne della sottorete della macchina/impianto.

  Se non abbiamo reti ethernet locali ed abbiamo i dati di nostro interesse su un singolo PLC o PC convogliatore, ci converr? dotarlo di una seconda scheda di rete dedicata alla rete aziendale, se invece abbiamo gi? una rete locale dedicata all’automazione della linea o del processo oppure una sua supervisione, potremo usare un router interno a questa sottorete per eseguire il NAT dei dispositivi voluti verso la nostra rete aziendale ed i nostri server. Se non abbiamo un router industriale capace di NAT nella sottorete dell’impianto dovremo installarlo e sostituire lo switch/router/hub gia presente.  

Dovremo dedicare una o piu VLAN alle comunicazioni di questo tipo segregate dalle altre e opportunamente controllate da firewall.

Sui server dovremo avere un middleware capace di “parlare” i dialetti dei PLC e SCADA che abbiamo sulle nostre linee, come detto in altri articoli,  prodotti come Matricon, KepWare, Wonderware OI Server sono in grado di tradurre ed esporre i dati su protocolli OPC – standard aperto per la comunicazione industriale.

Se installiamo poi la suite Wonderware System Platform avremo molto di piu di un middleware capace di esporre dati in OPC, oltre che parlare con l’automazione questa suite ci permetter? di elaborare i dati provenienti dal campo implementando dei veri e prori sistemi MES o WMS completi, fornendo feedback delle operazioni sempre all’ERP. 

Una volta disponibili in rete i dati di processo su protocolli aperti come OPC possiamo sfruttarli in mille modi, utilizzarli sui pi? differenti sistemi, storicizzarli per vederne e capire gli andamenti, fare report ad hoc su prodotti da ufficio come Excel o meglio PowerBI.

Il beneficio maggiore ma anche piu costoso sarebbe integrarli con l’ERP tramite degli appositi connettori e sistemi dedicati alla comunicazione con il factory floor come ad esempio gli end point SAP MII, a questo punto abbiamo dedicato un’altro articolo vista la sua estensione analizzando le possibilit? di integrazione del gestionale SAP .

Capite che si apriranno molteplici opportunit?, le dovremo prioritizzare e implementare a seconda della consueta analisi costi benefici: nella figura sotto abbiamo rappresentato una tipica integrazione con alcuni esempi delle soluzioni pi? diffuse e vantaggiose, vi invito a scrivermi per analizzare assieme a voi costi, tempi e possibili piani di progetto.

Una volta realizzata l’interconnessione e configurato il sistema middleware di automazione possiamo rendere semplice il passaggio ad una vera e propria “connected factory”: pensate solamente ai vantaggi per l’ERP, questo pu? diventare la colonna dorsale aziendale che estende le sue terminazioni nervose sino alle linee di produzione allineandosi con tutti i sistemi intermedi di produzione e logistica.

I sistemi di automazione processo possono configurarsi e operare a seconda della pianificazione dell’ERP e al tempo stesso l’automazione pu? fornire feedback sull’esecuzione all’ERP cosi che questo possa lavorare veramente in real time.

Capite che in questo modo viene favorita oltre l’integrazione verso l’alto anche l’integrazione orizzontale fra sistemi eterogenei: attraverso un middleware capace di trattare standard aperti come OPC o xml, gli impianti di automazione e i sistemi scada di diversi fornitori potranno comunicare e lavorare in modo integrato scambiandosi dati su tutto il processo.   

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Transazioni EWM standard

Per comodità riporto qui sotto un elenco omnicomprensivo delle transazioni standard di SAP EWM, alcune hanno un comportamento diverso a seconda di come è configurato il sistema.

Descrizione Transazione
Monitoring
Warehouse Management Monitor/SCWM/MON
Goods Receipt Workload/SCWM/GRWORK
Monitor Correction Deliveries/SCWM/CORR
List of Hazardous Substances for Fire Department/SCWM/ILHS
Warehouse Cockpit
Warehouse Cockpit/SCWM/EGF
Process Chart Template/SCWM/EGF_CHART
Graphical Warehouse Layout
Display Graphical Warehouse Layout/SCWM/GWL
Inbound Delivery
Maintain Inbound Delivery Notification/SCWM/IDN
Maintain Inbound Delivery/SCWM/PRDI
GR Preparation – External Procurement/SCWM/GRPE
GR Preparation – Production/SCWM/GRPI
Physical Goods Receipt/SCWM/GR
Update Priority Points/SCWM/PRIOP_UPDATE
Unload/SCWM/UNLOAD
Merchandise Distribution: Maintain Quantity Adjustment (Flow-Through)/SCWM/MEDI_AQTY
Expected Goods Receipt
Maintain Notification of Goods Receipt/SCWM/GRN
Maintain Expected Goods Receipt/SCWM/EGR
Generate or Delete Expected Goods Receipt/SCWM/ERP_EGR_DELETE
Outbound Delivery
Maintain Outbound Delivery Request/SCWM/ODR
Maintain Outbound Delivery Order/SCWM/PRDO
Maintain Outbound Delivery/SCWM/FD
Load/SCWM/LOAD
Pickup/SCWM/SGI
Post Goods Issue in PSA/SCWM/DLV_GIPSA
Posting Change
Maintain Posting Change Request/SCWM/IM_DR
Maintain Posting Change/SCWM/IM_PC
Actions
Maintain Condition Records for PPF Schedule Conditions/SCWM/DLVPPFC
Process and Display PPF ActionsSPPFP 
Deactivate PPF Log Depending on Warehouse and User/SCWM/DLVPPFLOG
Work Scheduling 
Maintain Internal Stock Transfer/SCWM/IM_ST
Cartonization Planning
Cartonization Planning for Outbound Delivery Orders/SCWM/CAPDLV
Cartonization Planning for Waves/SCWM/CAPWAVE
Maintain Planned Shipping Handling Units/SCWM/CAP
Delete Planned Shipping Handling Units/SCWM/CAPDEL
Wave Management
Maintain Conditions for Determining Wave Templates/SCWM/WDGCM
Maintain Wave Templates/SCWM/WAVETMP
Maintain Waves/SCWM/WAVE
Create Warehouse Task for Warehouse Request
Putaway for Inbound Delivery/SCWM/TODLV_I
Stock Removal for Outbound Delivery Order/SCWM/TODLV_O
Transfer for Internal Stock Transfer/SCWM/TODLV_M
Transfer for Posting Change/SCWM/TODLV_T
Create Warehouse Task Without Reference
Move Product/SCWM/ADPROD
Move Handling Unit/SCWM/ADHU
Inspection Document
Process Product Inspection Document/SCWM/QIDPR
Process HU Inspection Document/SCWM/QIDHU
Process Delivery Inspection Document/SCWM/QIDDH
Rearrangement (/SCWM/REAR)
Rearrangement (Background)/SCWM/REAR_BATCH
Analyze Stock Situation/SCWM/WM_ANA
Schedule Replenishment/SCWM/REPL 
Make Posting Change for Product /SCWM/POST
Value-Added Services (VAS)
VAS in Goods Receipt Process/SCWM/VAS_I
VAS in Goods Issue Process/SCWM/VAS_O
VAS for Kit Creation on Stock/SCWM/VAS_KTS
VAS for Reverse Kitting/SCWM/VAS_KTR
VAS for Internal Warehouse Operations/SCWM/VAS_INT VAS
Print
Process and Display PPF ActionsSPPFP
Settings
Maintain Warehouse-Specific Printing Parameters/SCWM/60000431
Create Logical Conditions for Printing (HUs)/SCWM/PRHU5
Create Logical Conditions for Printing (Warehouse Orders)/SCWM/PRWO5
Create Condition Records for Printing (HUs)/SCWM/PRHU6
Create Condition Records for Printing (Warehouse Orders)/SCWM/PRWO6
Create Condition Records for Printing (Physical Inventory)/SCWM/PRPI_GCM
Activate Application Log/SCWM/WOHULOG
Enhance Print Condition Tables/SCWM/PRT_CT_EXT
Execution
/SCWM/TO_CONFConfirm Warehouse Task
/SCWM/RWOCRManually Assemble Warehouse Tasks
/SCWM/DCONSDeconsolidation in Goods Receipt
/SCWM/QINSPQuality Inspection and Count
/SCWM/RFUILog On to RF Environment
/SCWM/PACKPacking – General
/SCWM/VASEXECCreate Confirmation for VAS
/SCWM/CANCPICKCancel Picking
/SCWM/ADGIPost Unplanned Goods Issue
Shipping and Receiving
Process Vehicle/SCWM/VEH
Process Transportation Unit/SCWM/TU
Maintain Door Assignment/SCWM/DOOR
Load/SCWM/LOAD
Unload/SCWM/UNLOAD
Yard Management
Arrival at/Departure from Checkpoint/SCWM/CICO
Create Warehouse Task in Yard/SCWM/YMOVE
Transportation
Maintain Shipment/SCTM/SHP
Maintain Freight Document/SCTM/FRD
Reporting
List of Changes/SCTM/CHNG_DOC
Shipment Monitor/SCTM/SHP_MON
Freight Document Monitor/SCTM/FRD_MON
Display Application Log/SCTM/APPLOG
Consistency check/SCTM/INCON_REP
Physical Inventory 
Create Physical Inventory Document/SCWM/PI_CREATE
Process Physical Inventory Document/SCWM/PI_PROCESS
Enter Count Results/SCWM/PI_COUNT
Create Phys. Inventory Count in List/SCWM/PI_COUNTLIST
Difference Analyzer/SCWM/DIFF_ANALYZER
Periodic Processing
Delete Completeness Data Sets/SCWM/PI_COMPL_DEL
Upload Storage Bins and Count Data/SCWM/PI_UPLOAD
Download Storage Bins and Count Dat/SCWM/PI_DOWNLOAD
Stock Comparison ERP/SCWM/ERP_STOCKCHECK 
Adjust Serial Numbers at Warehouse-Number Level/SCWM/SER_CON_CHECK 
Check Product for Complete Counting/SCWM/PI_COMPL_CHECK
Post Differences to ERP System/SCWM/WM_ADJUST
Print Physical Inventory Count Document/SCWM/PRPI_DOC 
Determine and Set Prices from ERP/SCWM/VALUATION_SET
Create Physical Inventory Document/SCWM/PI_DOC_CREATE
Create Physical Inventory Document (Cycle Counting)/SCWM/PI_CC_CREATE
Interfaces for Sample-Based Physical Inventory
Download Stock Population/SCWM/PI_SAMP_STOCK 
Upload Sample to Create PI Documents/SCWM/PI_SAMP_CR
Download Results or Stock Population/SCWM/PI_SAMP_UPDATE
Planning
Planning and Simulation/SCWM/PL 
Load Planning and Simulation Results/SCWM/PL_LOAD
Employee Performance
Employee Performance Overview/SCWM/EPERF
Send Performance Document to HR/SCWM/EPD_TRANSFER
Master Data 
Maintain Supply Chain Unit/SCMB/SCUMAIN
Maintain Business PartnerBP
Maintain Presentation Devices/SCWM/PRDVC
Maintain Consolidation Group/SCWM/DSGR
Assign Storage Bins for VAS Consumption Posting/SCWM/73000001
Classification System
CharacteristicsCT04
ClassesCL02
Resource Management
Maintain Resource Group/SCWM/RGRP
Maintain Queue Sequence for Resource Group/SCWM/QSEQ
Maintain Resource/SCWM/RSRC
Maintain Execution Priorities/SCWM/EXECPR
Maintain Users/SCWM/USER
Activate Resource Execution Control for Storage Groups/SCWM/REC_ACTIVATE
Maintain Queue Type Sequence/SCWM/QTSQ
Deactivate Messages to Resources/SCWM/RSCMSG_DEACT
Processor
Create Processor/SCMB/PRR1
Edit Processor/SCMB/PRR2 
Maintain Business PartnerBP 
Slotting
Slot Products for WarehouseSCWM/SLOT
Activate Plan Values/SCWM/SLOTACT
Simulate Slotting/SCWM/SLOTOCC
Condition Maintenance for Slotting/SCWM/GCMC
Storage Bin  
Create Storage Bin/SCWM/LS01
Change Storage Bin/SCWM/LS02
Mass Change to Storage Bins/SCWM/LS11
Display Storage Bin/SCWM/LS03
Generate Storage Bins/SCWM/LS10
Sort Storage Bins/SCWM/SBST
Assign Start/End Storage Bin for Activity Area/SCWM/SEBA
Add User Status for Storage Bins/SCWM/BINSTAT
Assign Fixed Storage Bins to Products/SCWM/FBINASN
Maintain Fixed Storage Bin/SCWM/BINMAT
Delete Fixed Storage Bin Assignment/SCWM/FBINDEL
Print Fixed Bin Label/SCWM/PRFIXBIN 
Print Storage Bin Label/SCWM/PRBIN
Maintain Verification Field/SCWM/LX45
Load Storage Bins/SCWM/SBUP
Load Storage Bin Sorting/SCWM/SRTUP
Product 
Maintain Product/SAPAPO/MAT1
Maintain Warehouse Product/SCWM/MAT1
Maintain Batches for Product/SCWM/WM_BATCH_MAINT
Activate Change Documents/SCWM/PROD_CD_READ
Display Generic Products/SAPAPO/GENART
Synchronize ERP/EWM Settings for Documentation Batches/SCWM/DBATCHSYNC
Transfer Cycle Counting Indicator from SAP APO/SCWM/CCIND_MAINTAIN
Hazardous Substance 
Block Storage Type for Hazard Rating 1/SCWM/T331SC1P
Block Storage Type for Hazard Rating 2/SCWM/T331SC2P
Work Center
Define Master Data Attributes/SCWM/TWORKST
Determine Work Center in Goods Issue/SCWM/PACKSTDT
Printer Control/SCWM/TWCPRINT
Define Scales/SCWM/SCALE
Determine Work Center for Cross-Docking/SCWM/CDSTDET
Production Supply Area (PSA)
Define PSA/SCWM/PSA
Assign Bin to PSA/Product/Entitled in Warehouse Number/SCWM/PSASTAGE
Assign Bin to Product/Entitled in PSA/SCWM/PSASTAGE2
Packaging Specification
Maintain Packaging Specification/SCWM/PACKSPEC
Maintain Packaging Work Step/SCWM/PSWORKSTEP 
Maintain Level Element Group/SCWM/PSEG
Condition Maintenance/SCWM/PSCT6
Define Logical Conditions for Packaging Specifications/SCWM/PSCT5
Define Master Data for Packaging Specifications/SCMB/15000024
Initial Data Transfer of Packaging Specifications/SCWM/IPU
Quality Management
Maintain Inspection Rule/SCWM/QRSETUP
Maintain Quality Level/SCWM/QLEVE
Maintain Sample-Drawing Procedure/SCWM/QSDRWP
Define Master Data of Follow-Up Action/SCWM/QFU_MASTER
Material Flow System (MFS)
Maintain Communication Points/SCWM/MFS_CP
Maintain Programmable Logic Controller/SCWM/MFS_PLC
Maintain Communication Channel/SCWM/MFS_CCH
Generate Application Data/SCWM/MFS_GEN_APPDAT
Delete Telegram Log/SCWM/MFS_DEL_LOG
Generate PLC Objects from EWM Objects/SCWM/MFS_GEN_PLCOBJ
Map EWM Objects to PLC Objects/SCWM/MFS_OBJMAP
Maintain MFS Resource/SCWM/MFS_RSRC
Maintain Application Server Group for MFS Processes/SCWM/MFS_APPSRV
Shipping and Receiving
Default Owners of Transportation Units and Vehicles/SCWM/MTR_DO
Process Vehicle/SCWM/VEH
Process Transportation Unit/SCWM/TU 
Assign Door Storage Bin and Supply Chain Unit/SCWM/DOOR_SCU
Yard Management
Create Storage Bin/SCWM/LS01
Assign Warehouse Door to Yard Bin/SCWM/YM_DOOR_BIN
Assign Checkpoint to Yard Bin and SCU/SCWM/YM_CHKPT_BIN
Route Determination
Define General Transportation Cost Profile/SAPAPO/TPK
General Settings for Route Determination/SCTM/RG_BASIC
Assign Calendar to Supply Chain Unit/SCTM/DEPCAL
 Location/SAPAPO/LOC3
Transportation Lane/SAPAPO/SCC_TL1
Maintain Route/SCTM/ROUTE
Delete Routes/SCTM/ROUTES_DELETE
Maintain Zones for Routes/SCTM/ZONE
Delete Zones/SCTM/ZONES_DELETE
Carrier Profile for Routing Guide/SCTM/TSPP
Simulate Route Determination/SCTM/RGINT
Settings (/SCWM/CONFIG)
Assign User to Exception Code Profile/SCWM/EXCUSERID 
Assignments: Warehouse Numbers/Business Partners/SCWM/LGNBP
Assign Warehouse Number/Party Authorized to Customs ID/SCWM/GTS_MAPWH
Activate Application Log/SCWM/ACTLOG
Maintain Goods Movement Bin Determination/SCWM/GMBIN_DET
Activate Asyncronous Delivery Update/SCWM/DLV_ASYN
Determine Algorithm Profiles for Cartonization Planning/SCWM/CAPPDET 
Specify Packaging Materials for Collective HUs/SCWM/PMATCOHU
Warehouse Order
Set Up Control Parameters for Warehouse Order Creation/SCWM/WOLOG
Shipping and Receiving
Invoice Before Goods Issue/SCWM/IBGI
Link Between Packaging Material (TU) and Means of Transport/SCWM/PM_MTR
Staging Area and Door Determination (Inbound)/SCWM/STADET_IN
Staging Area and Door Determination (Outbound)/SCWM/STADET_OUT
Access Sequence to Staging Areas and Door Determination/SCWM/STADET_ASS
Set Up Printer and Form Determination/SCWM/SR_PRINT
Printer and Form Determination
Form Determination for Bills of Lading/SCTM/BOLFORMDET
Form Determination for Freight Documents/SCTM/FRDFORMDET
Printer Determination for Transportation Management/SCTM/PRDETFOM
Define Printer Profile for Transportation Management/SCTM/FOM_PRPR
Travel Distance Calculation
Settings for the Travel Distance Calculation/SCWM/TDC_SETUP
Generate Network/SCWM/TDC_NET
Physical Inventory
Assign User to Tolerance Group for Difference Analyzer/SCWM/PI_USER_DIFF
Assign User to Tolerance Group for Recount/Clearing/SCWM/PI_USER
Measurement Services
Tailored Measurement Service with Wizard/SCWM/TLR_WIZARD
Calculated Measurement Service with Wizard/SCWM/CLC_WIZARD
Define Tailored Measurement Service/SCWM/MS_TLR_A 
Define Calculated Measurement Service/SCWM/MS_CLC_A
Define Measurement Services in the Warehouse Cockpit/SCWM/EGF_OBJECT
Configure Measurement Services in the Warehouse Cockpit/SCWM/EGF_COCKPIT
Periodic Processing
Start Measurement Services/SCWM/MS_RESULT
Delete Measurement Service Results/SCWM/MS_RESULT_DEL 
Labor Management
Upload Engineered Labor Standards/SCWM/ELS_UPLOAD
Condition Editor/SCWM/LM_CE
Formula Editor/SCWM/LM_FE
RFID
Determine RFC Connection for SAP AII Communication/SCWM/RFID_RFC 
Disallow RFID Goods Movements/SCWM/RFID_POST
Encode RFID Transponder for Resource/SCWM/RFID_RSRC 
Enhance Print Condition Tables for RFID Printer/SCWM/RFID_CTPRINT
Load Storage Bins/SCWM/SBUP
Load Storage Bin Sorting/SCWM/SRTUP
ERP Integration
Determine and Set Prices from ERP/SCWM/VALUATION_SET
Synchronize ERP/EWMSettings for Documentation Batches/SCWM/DBATCHSYNC
Map Production Supply Area (PSA)/SCWM/PSAMAP
Replicate Production Supply Area (PSA)/SCWM/PSA_REPLICATE
SAP Business Information Warehouse
Setup
Delete Setup Table/SCWM/BW02
Delivery-Specific Data
Warehouse-Specific Data
Setup of Storage Bins/SCWM/BW11
Setup of Warehouse Tasks/SCWM/BW12
Setup of Value-Added Services/SCWM/BW14
Display Setup Table (Extractor Checker)RSA3
Execute Update/SCWM/BW10
Maintain BI Delta QueueRSA7
Migration from LE-WM
Warehouse Product Migration/SCWM/MIG_PRODUCT
Storage Bin Migration/SCWM/MIG_BIN
Stock Migration/SCWM/MIG_STOCK
Physical Inventory Completeness Migration/SCWM/MIG_PI_COMPL
Map Storage Unit Type to Packaging Material/SCWM/MIG_MAP_SUT
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Informatica e hacking

Pidroid, una docking station per Android

Negli ultimi, anni con il continuo incremento di performance dei cellulari sono nate numerose iniziative per usare il nostro telefono come unico device personale, anche come desktop replacement: quasi tutti i cellulari moderni hanno la possibilit? di essere collegati al grande schermo, al mouse ed alla tastiera fisica, i grandi costruttori come Samsung o Huawei offrono interfacce Android specializzate per un l’uso desktop.

Ad uno sviluppatore o ad un utente esperto l’interfaccia Android sta stretta perch? ha molte limitazioni ( finestre non ridimensionabili piuttosto che app non ottimizzate…) e non offre strumenti specializzati per l’uso desktop, insomma non si puo paragonare ad un ambiente desktop completo.

Android per? ? basato sul kernel Linux quindi nulla ci vieta di fare girare una distribuzione come Debian su un cellulare ( vedi Nethunter di Kali linux), basta avere delle nozioni di base di Linux o installare una app specializzata (Linux Deploy, Anlinux, Debianoroot,ecc..) per fare girare un desktop GNU completo sulla base del kernel sottostante: questo implica l’uso di un display server e una app che possa visualizzarlo come un server ed un viewer VNC oppure usare app native come Sparkle ( un porting di wayland per Android).

Se vogliamo spingerci piu avanti nell’usabilit? linux offre alte possibilit? di integrazione, potremo usare una single board Arm come postazione desktop lasciando sempre collegati display, mouse, tastiera e altri dispositivi ed usarla come docking station a cui collegare il nostro cellulare via usb. In questo modo potremo sfruttare il potente processore del cellulare come server e la sbc come client di input/output: in questo modo il kernel del cellulare avrà il peso di comporre il framebuffer e ricevere o comporre l’audio mentre del rendering sullo schermo, dell’audio e degli altri dispositivi se ne occuperà la sbc.

Con questa suddivisione delle risorse riusciamo ad ottenere buoni risultati nelle performance globali e possiamo pensare veramente di lavorare anche con applicazioni piu avanzate di un semplice browser.

Nel tempo ho ottimizzato una soluzione integrata basata su Debian Arm64 e il desktop XFCE4: basta collegare il cellulare via usb alla scheda per fare partire l’ambiente desktop, uno script attraverso adb apre la comunicazione e fa partire una chroot sul cellulare.

Il progetto ? spiegato su GitHub, per la sua realizzazione sono necessari :

  • un cellulare Android con root attivo, questo si pu? realizzare semplicemente con Magisk.
  • una scheda Arm64 abbastanza potente come Raspberry PI 3 o 4.
  • display, tastiera e mouse fisici collegati alla scheda Arm.

Il progetto prevede di trasferire sul cellulare una immagine Debian Arm64 customizzata e degli script di gestione, sulla scheda Arm64 andremo ad installare uno script bash che gestirà automaticamente via adb sia il server TigerVNC che nfs e Pulseaudio.

Sia la rootfs dell’immmagine Debian che gli script sono stati ottimizzati nel tempo per ottenere il massimo delle performance e una usabilità molto vicina ad una normale postazione desktop Linux. Questa soluzione è diventata la mia base per lo smart working, Chromium con la suite da ufficio Microsoft funziona bene compreso Teams, spero arrivi presto Edge per avere l’account Msf integrato, restano fuori solo particolari ambienti Microsoft dove comunque è necessario un dispositivo con sistema operativo Windows appartenente al dominio ( se la vostra azienda permette di collegare alla rete solo dispositivi di dominio con certificato).

Se vi interessa potete vedere Pidroid in azione qui, happy hacking!