Sui nostri sistemi sono sempre più numerosi gli attacchi provenienti dalla Russia, si tratta di un trend crescente già dal 2023 che è cresciuto esponenzialmente nell’ultimo anno: vengono prese di mira anche piccole realtà, sistemi casalinghi o webcam e quello che veramente stupisce è la noncuranza al tracciamento, una sorta di guerra informatica “aperta” anche se noi in guerra non siamo.
Dico questo perchè la curiosità mi ha spinto a tracciare alcuni di questi indirizzi, ho filtrato quelli che utilizzavano strumenti un po più sofisticati, indicativi di soggetti al sopra di molti gruppi noti dediti al DDOS e devo dire che sono proprio spudorati: la maggior parte di quelli che sono riuscito a tracciare sino alla fonte proviene da un distretto di San Pietroburgo, nello specifico molti provenivano da un edificio sede di una istituzione ufficiale dello stato russo, molti indirizzi sono nel raggio di alcuni km da questo edificio.
Da questo si capisce che attorno a quell’istituzione in questo distretto di San Pietroburgo si è sviluppato questo tipo di business, si è creato un indotto, un intero distretto industriale dedicato all’hacking e alla guerra cibernetica. Alcune di queste aziende sono talmente sicure della loro impunità da rintracciarti a loro volta e chiamarti tramite rete cellulare se si accorgono che sei risalito alle loro aziende, indicativo di enti abilitati dallo stato a tali procedure e con in mano strumenti all’avanguardia .
D’altronde loro sono in guerra, noi siamo al sicuro nelle nostre nazioni europee vivendo in una bolla che osserva la dura realtà di Ucraina e Russia, Palestina e Israele… e ora Iran e USA… Come possiamo aspettarci che sulla rete non corra la stessa guerriglia verso chi è visto come un alleato dei propri nemici.